Le disfunzioni sessuali femminili (DSF) sono definite come disordini del desiderio sessuale, dell’eccitazione, dell’orgasmo e/o dolore all’atto sessuale, che comportano disagio personale e un effetto negativo sulla salute e sulla qualità di vita della donna. Le DSF sono spesso concomitanti e multifattoriali, con componenti anatomiche, fisiologiche, mediche, psicologiche e sociali. Gli studi epidemiologici a riguardo sono limitati: le DSF sono addirittura più frequenti di quelle maschili (43% vs. 31%), si stima che circa 10 milioni di donne americane tra i 50 e 74 anni ne siano colpite e, di queste, il 64% riporta problemi di desiderio, il 35% di orgasmo, il 31% dell’eccitazione e il 26% di dolore correlato all’attività sessuale.

Fattori di rischio sono età, menopausa, ipertensione arteriosa, diabete, aterosclerosi, dislipidemia, eccesso di peso, traumi fisici ed emotivi.

Le DSF si dividono in:
– Disordine del desiderio sessuale ipoattivo (HSDD): persistente o ricorrente deficienza o assenza di fantasie sessuali e di desiderio di attività sessuale;
– Disordine soggettivo dell’eccitazione sessuale: diminuita o assente sensazione di eccitazione sessuale nei confronti di ogni tipo di stimolo sessuale ma con segni fisici di eccitazione presenti (es. lubrificazione vaginale);
– Disordine dell’eccitazione sessuale genitale: diminuita eccitazione genitale (lubrificazione vaginale, turgidità vulvare) e ridotta sensibilità locale in risposta a stimoli sessuali;
– Disordine combinato soggettivo-genitale dell’eccitazione;
– Disordine persistente dell’eccitazione sessuale: eccitazione genitale spontanea non voluta in assenza di interesse sessuale e desiderio. L’eccitazione non è risolta dall’orgasmo e può durare ore o giorni;
– Disordine dell’orgasmo: assenza dell’orgasmo o marcata diminuzione della sua intensità o marcato ritardo nel suo ottenimento, nonostante la presenza di eccitazione sessuale;
– Dispareunia: dolore persistente o ricorrente durante un rapporto vaginale penetrativo completo o un tentativo di esso;
– Vaginismo: avversione a qualsiasi forma di penetrazione vaginale, risultato di tentativi dolorosi e di paura anticipata del dolore. È involontario e incontrollato, come un qualsiasi altro riflesso volto a evitare il dolore;
– Disturbo da avversione sessuale: estrema ansia e disgusto nei confronti di qualsiasi attività sessuale.

La diagnosi inizia con la raccolta dettagliata della storia sessuale, medica, chirurgica e psicosociale della paziente. È quindi necessario l’esame obiettivo specialistico, al fine di valutare eventuali anomalie dei genitali esterni e riprodurre e/o localizzare il dolore con lo swap-test (provocazione dell’eventuale dolore premendo differenti punti dei genitali esterni con un cotton-fioc). Nel sospetto di una patologia neurologica, è opportuno effettuare l’esame obiettivo neurologico. Il passo successivo è rappresentato da test di laboratorio richiesti ad hoc in base alla paziente, ad esempio valutazione del pH vaginale, esame colturale di eventuali secrezioni anomale, valutazione dell’assetto ormonale. Ulteriori approfondimenti diagnostici, come la risonanza magnetica o un ecocolordoppler, possono risultare utili per evidenziare alterazioni dell’anatomia e della vascolarizzazione genitale.

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