La gonorrea (conosciuta anche con il nome di blenorragia) è una malattia sessualmente trasmissibile (MST) veicolata dal batterio Neisseria gonorrhoeae, più diffusamente noto come gonococco.

Per riprodursi, questo microorganismo necessita di ambienti caldi e umidi. Per tale ragione, infetta:
– nell’uomo: i tratti urinari bassi (uretra), causandone l’infiammazione (uretrite);
– nella donna: i tratti uro-genitali, principalmente la vescica (cistite gonococcica), e la cervice uterina, ossia il collo dell’utero (cervicite gonococcica);
– in entrambi: faringe, congiuntiva e retto.

La gonorrea è una delle malattie a trasmissione sessuale più diffuse al mondo e, come la sifilide, aumenta di 2-3 volte il rischio di acquisizione del virus HIV. Inoltre, la coinfezione con Chlamydia trachomatis si manifesta nel 15-25% degli uomini e nel 35-50% delle donne.

Fra tutte le infezioni a trasmissione sessuale, è quella per la quale la cura sta diventando progressivamente più difficile, a causa del fenomeno dell’antibiotico resistenza.

Dagli anni ’70 in poi l’incidenza della malattia è in declino, anche e soprattutto grazie alle campagne di informazione e sensibilizzazione sui fattori di rischio. Il rischio attuale è che le continue mutazioni che il batterio è in grado di compiere portino alla selezione di ceppi multi resistenti.

Oggi in Italia si contano circa un centinaio di nuovi casi all’anno. Tuttavia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta 78 milioni di nuovi casi accertati nel mondo ogni anno.

 

Come si trasmette la Gonorrea

La gonorrea si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti con un partner infetto. La trasmissione donna-uomo avviene con una probabilità pari circa al 20%, mentre quella uomo-donna è del 50% circa.

Il contagio è possibile anche dalla madre infetta al figlio al momento del parto (congiuntivite neonatale). Si tratta di un’evenienza grave, che può condurre alla cecità. Per scongiurare questo rischio, tutti i neonati vengono sottoposti a profilassi con collirio o pomata oftalmica antibiotica subito dopo la nascita.

La trasmissione attraverso lo scambio di oggetti (indumenti, asciugamani) non è possibile, data l’esigua resistenza del microorganismo nell’ambiente al di fuori del corpo umano. Per le stesse ragioni baci e abbracci non veicolano la malattia.

 

I sintomi della Gonorrea

Una volta avvenuto il contatto, il batterio aderisce alle cellule epiteliali di rivestimento della cute (epidermide) o delle mucose e penetra in profondità attraverso di essi: ha luogo l’infezione.

Nelle donne la sintomatologia comprende:
– bruciore durante la minzione;
– disuria: difficoltà ad urinare, che si verifica quando la malattia attacca la cervice uterina;
– perdite vaginali;
– perdite di sangue fra un ciclo e l’altro.

Il fatto che quasi la metà delle donne sia asintomatica, rende più difficile la diagnosi della patologia e amplifica le sue possibilità di diffusione.

Questa è la ragione per cui i medici consigliano di sottoporsi al test in caso di contatti sessuali a rischio, anche in assenza di sintomi.

Negli uomini il periodo di incubazione è molto variabile. I sintomi compaiono da due a 30 giorni dal momento dall’infezione e sono:
– bruciore durante la minzione;
– disuria: difficoltà ad urinare;
– perdite di colore bianco, giallo o verde: è il prodotto della reazione infiammatoria messa in atto dal sistema immunitario, in seguito alla quale i globuli bianchi si decompongono;
– dolore e gonfiore testicolari: non sempre presenti.

Anche gli uomini possono essere asintomatici: accade nel 10% dei casi. La faringite gonococcica, generalmente asintomatica, può causare mal di gola.

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